Nel 2025, il ransomware continua a rappresentare una delle minacce informatiche più gravi e pervasive per aziende di ogni dimensione e per la pubblica amministrazione.
Con l’evoluzione delle tecniche di attacco e la crescente professionalizzazione dei gruppi criminali, è fondamentale che gli IT manager e i responsabili della sicurezza mantengano una conoscenza aggiornata delle tendenze emergenti e delle strategie di difesa.
Tendenze emergenti nel panorama ransomware
1 – Ransomware-as-a-Service (RaaS) sempre più diffuso
Il modello Ransomware-as-a-Service continua a prosperare. Gruppi come LockBit, BlackCat (ALPHV) e Royal offrono kit “chiavi in mano” ad affiliati in cambio di una percentuale del riscatto.
Questo modello abbassa drasticamente la barriera d’ingresso per criminali non tecnicamente esperti, aumentando il numero di attacchi.
2 – Estorsione doppia, tripla e quadrupla
Gli attacchi non si limitano più alla cifratura dei dati. Le campagne ransomware ora includono:
- Estorsione doppia: es: filtrazione dei dati prima della cifratura.
- Tripla estorsione: minaccia di pubblicare i dati o venderli sul dark web.
- Quadrupla estorsione: contatti diretti a clienti o partner per aumentare la pressione sul bersaglio.
3 – Target: supply chain e infrastrutture critiche
Nel 2025, i cybercriminali puntano sempre più a:
- Fornitori di servizi gestiti (MSP).
- Software house con ampia base clienti.
- Sanità, energia e trasporti.
Attacchi a queste entità permettono un effetto domino devastante su più organizzazioni collegate.
4 – Intelligenza artificiale e automazione
Gli attaccanti sfruttano AI generativa e strumenti automatizzati per:
- Costruire e-mail di phishing sempre più convincenti.
- Bypassare sistemi di rilevamento tramite mutazioni dinamiche del codice malevolo.
- Sfruttare vulnerabilità in tempo reale appena pubblicate (zero-day).
Errori comuni nella gestione del rischio ransomware
Molte aziende nel 2025 commettono ancora errori basilari, tra cui:
- Mancanza di segmentazione della rete: facilita la propagazione laterale.
- Backup mal configurati o accessibili dalla rete: i ransomware li cifrano insieme al resto dei dati.
- Formazione superficiale del personale: il phishing resta il vettore principale d’ingresso.
- Assenza di un piano di risposta strutturato: aumenta il tempo di ripristino e i danni reputazionali.
Prevenire: adottare un approccio multilivello
1 – Strategie tecniche
- Segmentazione e microsegmentazione della rete.
- Autenticazione forte (MFA) ovunque, anche localmente.
- Monitoraggio continuo con sistemi EDR/XDR.
- Patch management efficace e tempestivo.
- Backup immutabili e isolati (air-gapped o cloud object storage con versioning e lock).
2 – Misure organizzative
- Formazione continua del personale, con simulazioni di phishing mirate ai ruoli aziendali.
- Piani di Business Continuity e Disaster Recovery aggiornati e testati.
- Cyber insurance con clausole chiare e copertura dei nuovi scenari di estorsione.
3 – Threat intelligence e risposta proattiva
Integrare feed di threat intelligence (open o commerciali) permette di:
- Bloccare indicatori di compromissione (IoC) noti.
- Adottare contromisure prima che l’attacco vada a buon fine.
Collaborare con CERT/CSIRT nazionali e con community di sicurezza consente una difesa collettiva più efficace.
Cosa aspettarsi nel futuro prossimo
Le normative (NIS2, DORA, GDPR, ecc.) impongono una maggiore accountability per la cybersecurity, specialmente per enti pubblici e aziende strategiche. Allo stesso tempo, gli strumenti offensivi basati su AI diventeranno sempre più sofisticati.
È probabile che assisteremo a:
- Campagne ransomware automatizzate basate su LLM.
- Attacchi supply chain ancora più mirati.
- Richieste di riscatto più alte, in criptovalute difficili da tracciare (es. Monero).
Conclusione
Nel 2025, il ransomware non è solo una questione tecnica, ma un problema strategico e organizzativo.
Una difesa efficace richiede un approccio olistico che integri tecnologia, formazione, governance e collaborazione.
Per gli IT manager e i decision maker, la sfida è chiara: trasformare la sicurezza da centro di costo a asset strategico. Solo così sarà possibile affrontare con successo il nuovo panorama delle minacce.



